21 novembre 2017

Un articolo per capire il punto di vista delle lavoratrici

Una bella lettera. E' quella che vi segnaliamo oggi. A scrivere è una donna di 52 anni di Settimo Torinese che oramai da qualche tempo si arrabatta come può per mettere un pò di soldi da parte, nella triste consapevolezza che in Italia, all'età sua, non è facile trovare lavoro.

Le sue parole non cercano pietà, ma dignità. Quella dignità e quel rispetto che troppo spesso a lavoratrici precarie come lei, impiegate in vari settori, ad esempio quello domestico, viene negato. 

La sua provocazione, quella di offrirsi come colf a 3.000 euro al mese, nasconde in reltà il tentativo di riabilitare questa ed altre professioni agli occhi di chi ancora non comprende i sacrifici di migliaia di persone che oggi giorno si svegliano all'alba per affrontare una dura giornata di lavoro.

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19 novembre 2017

Un film per combattere i pregiudizi razziali

Oggi pomeriggio, alle ore 15.30, le Acli Colf di Varese hanno organizzato un bell'evento: la proiezione del film "Il diritto di contare" che racconta dell'importante contributo dato alla Nasa da tre ricercatrici di colore, sfidando tutti gli stereotipi razziali.

L'appuntamento si terrà in via Speri della Chiesa 9 (II piano), a Varese. L'ingresso è gratuito.

17 novembre 2017

Torino, tre appuntamenti sui temi del lavoro di cura

Le Acli Colf di Torino organizzano tre laboratori per approfondire le proprie conoscenze sul tema del lavoro di cura

Nel mese di novembre, tre saranno gli appuntamenti: martedì 21 "La cura e l'igiene della persona"; venerdì 24 novembre "La mobilizzazione della persona"; martedì 28 novembre "I servizi del territorio".

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 14.30 alle ore 17.30 presso le Acli di Torino nella sala B in via Ettore Perrone 5, a Torino.

Per maggiori info chiamare lo 011/5712854 

16 novembre 2017

Più prevenzione con il treno della salute

Parte oggi a Padova il treno della salute, l'iniziativa promossa da Cuamm - Medici con l'Africa, che offre gratuitamente prevenzione e solidarietà. Lungo un percorso che, oltre a Padova, toccherà fino al prossimo 8 dicembre altre città venete quali Vicenza (20-22 novembre), Vicenza (23-26 novembre), Verona Porta Vescovo (23-26 novembre), Rovigo (27-29 novembre), Belluno (30 novembre), Venezia Mestre (3-5 dicembre), Treviso (6-8 dicembre).

In occasione di questi appuntamenti sarà possibile fare dei controlli sanitari gratuiti, avviare laboratori per le scuole e scoprire tante cose utili e interessanti. 

Le Acli Colf promuovono questa campagna a tutela della salute che sensibilizza sul tema della prevenzione, soprattutto in considerazione del fatto che molte lavoratrici e lavoratori domestici, trascurano troppo spesso i controlli sanitari, esponendosi ad un alto rischio di complicanze e malattie.

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15 novembre 2017

Salute e servizi di cura: le spese delle famiglie

Quella sanitaria è la prima voce di spesa delle famiglie italiane. E' quanto emerge dalla prima edizione dell'Osservatorio sul bilancio di welfare. E' stato calcolato che, per ogni nucleo familiare, la spesa minima annuale è di € 1.336 per un totale complessivo di 33,7 miliardi. Segue, come seconda voce per valore economico, quella dei supporti al lavoro (spese di trasporto, alimentazione, istruzione ecc.). Tra queste spiccano le spese per l'assistenza che muovono qualcosa come 14,4 miliardi: sono i servizi per la cura della casa, dei figli e dei propri cari anziani e/o non autosufficienti. 2,9 milioni sono le famiglie coinvolte le quali spendono, mediamente, quasi € 5.000 all'anno.

In generale il welfare rappresenta una voce fondamentale, le cui spese costituiscono il 14,6% del reddito medio di una famiglia.


14 novembre 2017

Ed io avrò cura di te ...

Le Acli da sempre rivolgono una grande attenzione al tema del lavoro di cura grazie all’impegno per la tutela e il sostegno della lavoratrici domestiche realizzato attraverso le Acli Colf.

Su BeneComune.net un apprpfondimento non solo sul lavoro di cura, ma anche e soprattutto sul prendersi cura degli altri, delle loro fragilità – come ci ricorda Ivo Lizzola – in ambito lavorativo, del welfare e nelle relazioni sociali e personali in senso più ampio. Vogliamo allargare la prospettiva e proporre una lettura culturale diversa di questo tema così importante.
 (Il link all'approfondimento su Benecomune.net /Ed io avrò cura di te ... )

Prendiamo le mosse da una riflessione di Suor Alessandra Smerilli – una delle relatrice del recente incontro nazionale di studi delle Acli – proposta lo scorso 29 aprile, sulle pagine di Avvenire, in occasione della festa del primo maggio (articolo che trovate qui nella sezione in rete). “Lavoro e cura di sé e degli altri sono due dimensioni coessenziali della vita e ci rendono più umani. Un cambiamento così importante nel modo di intendere il lavoro e la cura è uno di quei processi che richiedono proteste e conquiste collettive. È un dono all’intera società che oggi può venire principalmente e, forse, solamente da voci di donna. Sì, perché tradizionalmente il ruolo della cura è stato attribuito alle donne, che oggi, se vogliono lavorare, devono dividersi, a volte in maniera estenuante e non sostenibile tra lavoro e attività di cura. Ma se la cura è una dimensione essenziale dell’essere umano, e non si è pienamente umani se non ci si prende cura degli altri (anche pulire una stanza è prendersi cura di chi dovrà abitarla), allora tutti dovremmo diventarne più consapevoli. Ritroveremo un nuovo rapporto con il lavoro, se troveremo un nuovo rapporto con la cura, uomini e donne insieme. E cura oggi significa anche prendersi cura dei giovani che non trovano lavoro. Una mamma non può far festa se vede che il proprio figlio non riesce a realizzare le sue potenzialità”.

In questa prospettiva abbiamo chiesto ad alcuni esperti di ragionare attorno ad alcune domande: Quale posto viene dedicato al tema della cura nella nostra società che papa Francesco definisce “società dello scarto”? Perché il ruolo della cura viene affidato prevalentemente alle donne? La cura può diventare una dimensione essenziale della nostra società? Come prendersi cura degli 
anziani, dei giovani che non trovano lavoro, dei bambini?

Iniziamo con Raffaella Maioni (Responsabile nazionale Acli Colf) che sottolinea come sia “importante investire in termini di politiche di sostegno alle famiglie con azioni mirate al riconoscimento culturale del lavoro di cura, nonché al sostegno attraverso azioni e servizi, creando delle reti della cura. Questo sarebbe utile per tutelare le lavoratrici e i lavoratori di questo settore, ma anche per garantire una cura adeguata alle persone assistite”.
Per Antonio Russo (Segretario della presidenza nazionale Acli con delega alle Politiche sociali e al welfare) che sofferma la sua attenzione sul tema della non autosufficienza, vi è “l’esigenza di un sistema di welfare che rispetti i diritti di tutti, dei lavoratori, degli assistiti e delle loro famiglie. A tal fine si potrebbe prendere come modello proprio il lavoro di cura, riconoscendolo, anche economicamente e professionalmente, come un elemento fondamentale del futuro sistema integrato di assistenza locale oltre che della qualità del processo di personalizzazione delle politiche sociali
Gianfranco Zucca (Ricercatore Iref) osserva che “le badanti sanno che la parola cura perché assistere una persona con una patologia cronico-degenerativa non significa solo supportare i bisogni primari, quasi sempre bisogna farsi carico anche dei bisogni di relazione: la parola può alleviare il dolore di una malattia dal decorso segnato. Tuttavia la parola cura anche in un altro senso”.
Olga Turrini (Sociologa dell’Università di Trento) sottolinea “la necessità di ripensare le politiche, adeguandole non solo alle problematiche economiche, ma anche ai bisogni che mutano e alle prospettive che si stanno configurando, in modo da prevenire forme di esclusione, marginalizzazione, discriminazione”.
Monica Vacca (psicologa) indaga sulla dimensione psicologica della cura osservando come sia opportuno “farci garanti e testimoni di queste scelte dando voce agli invisibili che a caro prezzo scelgono di farsi responsabili e dire no alla società dello scarto” mentre Luca Marcelli (Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi) analizzare il tema nella prospettiva educativa sottolineando come “custodire i piccoli e le figure educative che a vari livelli sono loro di riferimento, è evidentemente un impegno essenziale che interpella la responsabilità” di ognuno di noi.
Concludiamo con due interviste: la prima realizzata a Don Giovanni Nicolini (Assistente spirituale delle Acli nazionali) e la seconda ad Ivo Lizzola (Pedagogista dell’Università di Bergamo).

13 novembre 2017

Foggia, le nuove frontiere del lavoro di cura

Mercoledì 15 novembre, presso le Acli provinciali di Foggia, in via Rovelli 48, si svolgerà l'incontro dal titolo "Le nuove frontiere del lavoro di cura".

L'appuntamento, che si terrà a partire dalle ore 17 presso la Sala Conferenze, sarà introdotto dal presidente provinciale delle Acli foggiane, Fabio Carbone. Seguiranno poi gli interventi di Raffaella Maioni, Responsabile nazionale Acli Colf e Antonio Russo, Responsabile Welfare Acli nazionali. 

Al termine dell'incontro, moderato da Ernesto Cipriani, direttore regionale del Patronato Acli, ci sarà la consegna degli attestati di frequenza del 2° corso per colf e badanti tenutosi a Foggia, con interventi e testimonianze dei coordinatori, dei docenti, delle lavoratrici e delle famiglie datoriali.

Inoltre verrà presentata anche la ricerca "Viaggio nel lavoro di cura", promossa dalle Acli Colf, a cura di Raffaella Maioni e Gianfranco Zucca.

8 novembre 2017

Dal Mondo, in Colombia un incontro dei lavoratori domestici per parlare di pace e riconciliazione

Lo scorso 31 ottobre in Colombia si è tenuto il progetto "Operai afro-colombiani protagonisti dei loro diritti e agenti di cambiamento" dell'IOM, finanziato dall'USID. Più di 170 donne si sono incontrate a Medellin per parlare di pace e riconciliazione.

L'evento è stato diviso in quattro momenti. Nel primo è stato discusso il processo di pace; poi tre lavoratori domestici hanno raccontato le loro esperienze. Successivamente due studenti dell'università Eafit hanno presentato le loro tesi sul rispetto della legislazione del lavoro per i lavoratori domestici. Al termine, un atto simbolico di particolare intensità: sette datori di lavoro hanno messo il grembiule e hanno servito d mangiare a sette donne che hanno lavorato la maggior parte della loro vita servendo gli altri. 

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6 novembre 2017

Alla festa della Sociologia, tre ricerche sul lavoro domestico



Il giorno 18 Ottobre, il dipartimento di Sociologia dell'Università di Firenze ha dedicato la programmazione della Festa della Sociologia, evento annuale improntato all'incontro fra accademia, associazioni e realtà locali, al tema del lavoro domestico retribuito.

Si e' trattato di un incontro dedicato alla presentazione di tre ricerche "in progress" da parte di Rossana Trifiletti (Universita' di Firenze), Angela Maria Toffanin (Universita' di Padova) e Sabrina Marchetti (Universita' Ca' Foscari di Venezia). A fare da discussant, Brunella Casalini (Universita' di Firenze), Carla Bonora (CGIL) e Tatiana Kuchur (Associazione Nosotras). 

La partecipanti hanno sviluppato un dibattito interessante sui temi della cura e del lavoro domestico, concentrandosi in particolare sulla questione dei diritti lavorativi e la prevenzione degli episodi di violenza. Si e' parlato di organizzazioni di lavoratrici domestiche in altre parti del mondo (per es. Ecuador, Germania e Brasile), ma anche del fenomeno in Italia, nel passato e nel presente. Si è discusso dell'importanza degli studi sul ruolo delle datrici di lavoro nel determinare difficolta' nella relazione quotidiana con lavoratrici straniere. Al centro della discussione, inoltre, l'impatto delle migrazioni su questo settore, sia dal punto di vista della etnicizzazione del settore, che per la conseguente  interdipendenza politiche migratorie, politiche di welfare e politiche lavorative che agiscono in questo ambito.

3 novembre 2017

Verona, partito un corso di formazione per colf e badanti

Acli Colf, Acli e Fap-Acli di Verona hanno organizzato un corso di formazione per colf e badanti, finzanziato da Associazione Promos e Nuova Collaborazione  rivolto a persone disoccupate in cerca di occupazione nel lavoro domestico e di cura.

Il corso, che ha preso avvio lo scorso 14 ottobre e al quale hanno già aderito 22 persone, si svilupperà lungo 8 incontri che si tengono tutti i sabato mattina dalle 9.00 alle 13.00, concludendosi il prossimo 18 novembre. A seguire, dal 20 al 24 novembre, si realizzeranno incontri individuali di tutoring ed orientamento finalizzati all'incrocio domanda-offerta di lavoro. 

Tra gli argomenti trattati, il CCNL, la prevenzione degli infortuni, i servizi socio-sanitari in Italia , la relazione con l'anziano.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Il corso è completamente gratuito e la sede si trova a Verona, in via dell'Interrato  dell'Acqua Morta 4.

Il programma del corso.

31 ottobre 2017

In ricordo di Amalia Signorelli



A pochi giorni dalla scomparsa di Amalia Signorelli, riportiamo il ricordo di una nostra dirigente delle Acli Colf, Anna Cristofaro che ha avuto il piacere di poterla conoscere.

È vero che sono di parte e che dentro c’è un carico emotivo fortissimo. Ma messo questo in premessa, non intendo qui portare il mio ricordo di allieva, perché sarebbe fuori contesto. Né credo serva a molto (qui e ora) ripercorrerne i meriti accademici. Basti dire che tutta la sua produzione scientifica si pone nel solco dell’antropologia culturale, che molti dei suoi studi sono considerati fondativi, che nell'arco di tutta la sua carriera accademica ha scelto temi di ricerca (le migrazioni, la condizione femminile, le trasformazioni urbane, i processi di cambiamento culturale) di cui fosse immediata e evidente la connessione con qualcosa che stava accadendo nella società contemporanea, fino ad arrivare agli ultimi anni in cui (con altrettanto rigore, ma anche con sorriso divertito) ha proposto in TV e sulla stampa interpretazioni antropologiche dei fatti politici e di cronaca. Piuttosto vorrei lasciare traccia di come la sua competenza sia stata utile alla riflessione delle Acli Colf. Non credo di poter dire che insieme abbiamo compiuto un percorso condiviso. Al contrario, quella semina che pure costò molto impegno rimase per lo più incompiuta. Ma tentammo, questo sì, la ricerca di un metodo, prezioso, fecondo, ovvero la costruzione di un dialogo tra ricerca e problemi. E lo facemmo insieme. 

La invitammo come relatrice in occasione di un percorso formativo destinato alle dirigenti dell’associazione e centrato sul tema del conflitto interetnico. Il tema era profondamente nostro e inteso non in termini generali, ma a partire dall'analisi di una situazione concreta: la casa come territorio di confine e di incontro tra culture diverse. 

La consegna era: non basta volere la convivenza pacifica perché questa avvenga. Occorre invece conoscere la situazione e costruire una strategia. E da questo punto di vista la competenza antropologica è molto utile. 

Le riflessioni che condivise con noi quel giorno si trovano in "L'ambiguo rispetto. Riflessioni antropologiche sugli incontri culturali". Di questo saggio, ricco di suggestioni ancora tutte da sviluppare, vorrei qui sottolineare due punti, uno propedeutico di ordine epistemologico e uno conseguente di ordine etico e politico.

I termini del problema epistemologico sono ben noti. L'errore più comune è quello di considerare la cultura altra come entità compatta, solida, congruente. Le culture sono differenziate al loro interno, articolate, stratificate come le società cui ineriscono. Nessuna cultura è statica, inerte, immutabile. Si tratta di elementari nozioni di dinamica culturale di cui si dovrebbe tenere conto quando si invoca il rispetto delle culture altre. Giacché bisogna chiedersi: quale cultura rispetteremo? Quella degli uomini o delle donne, dei giovani o degli anziani? Quella dei ricchi o dei poveri? 

E siamo così passati al secondo livello del discorso, al che fare e come farlo. Con quella rara capacità di andare al cuore delle cose, scrive: "Devo confessare  che non capisco bene cosa voglia dire rispettare le culture altre, ed è comunque un'espressione che mi evoca riserve indiane, giardini zoologici e depliant esotizzanti. Non è pensabile, non è stata mai verificata sul terreno della ricerca empirica la coesistenza di due culture che, giustapposte, non si influenzino e modifichino a vicenda. L'ibridazione, la sincretizzazione, l'innesto non solo sono inevitabili, sono segni di vitalità. La produzione culturale meticcia è la sola via di uscita concreta al dilemma dell'assimilazione espropriatrice da un lato, e della ghettizzazione escludente e stigmatizzante dall'altro, entrambe impregnate di razzismo e violenza. La via d'uscita è dunque da ricercarsi nella creazione di condizioni di esistenza che consentano la produzione di quelle culture ibride, che la storia dimostra essere l'unico prodotto reale e duraturo dei grandi movimenti di popolazione. Prodotto assai caro, in termini umani, costato molto dolore, molta fatica, molte vite: e forse l'impegno più sensato da proporsi è proprio l'abbattimento dei costi umani di produzione delle culture meticce".

Grazie, Amalia. Grazie davvero. 

30 ottobre 2017

Colf&DirittiColf: Lavoro domestico e malattia oncologica

Salve, sono una colf e mi hanno diagnosticato una neoplasia. Mi hanno detta che è benigna. Io ho dunque diritto a dei rimborsi dalla Cassa Colf?

Nel caso di qualsiasi forma oncologica la Cassa Colf rimborsa le spese sostenute per i ticket sanitari effettuati presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale o da esso  accreditate fino ad un massimo di € 500,00 per anno e per persona (sono escluse le visite generiche , esami di laboratorio, analisi ematiche e farmaci)

Inoltre ha diritto ad una diaria giornaliera di € 30,00 in caso di ricovero ospedaliero per un massimo annuo di 30 giorni. Tale indennità è corrisposta anche in caso di ricovero in forma di day-hospital ma non di pronto soccorso. Diaria giornaliera di € 30,00 per un massimo annuo di 30 giorni per il periodo di convalescenza determinata dal ricovero avvenuto, certificata dal medico curante o prevista nella cartella clinica di dimissioni ospedaliera.

Tutto quello che non rientra nella forma oncologica (di natura maligna), viene rimborsato come ticket normale fino ad un massimo di € 300 per anno e per persona. Di fatto, come specificato nel sito di Cassa Colf, la neoplasia benigna rientra nei ticket ordinari. Ovvero il lavoratore può avere il rimborso dei ticket sanitari fino ad un massimo annuo di € 300,00 (sono escluse le visite generiche, esami di laboratorio, analisi ematiche e farmaci). Inoltre una diaria giornaliera di € 30,00 in caso di ricovero ospedaliero per massimo annuo di 20 gg, anche in caso di ricovero in day-hospital, ma non di pronto soccorso. Diaria giornaliera di € 30,00 per massimo annuo di 15 gg per il periodo di convalescenza determinata dal ricovero avvenuto, certificata dal medico curante o prevista nella cartella clinica di dimissione ospedaliera.

27 ottobre 2017

Le Acli Colf alla presentazione del Dossier Statistico 2017

Giovedì 26 novembre le Acli Colf hanno partecipato alla presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2017, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos, con la collaborazione dell'UNAR e in partenariato con la rivista interreligiosa "Confronti".

Durante l'incontro hanno partecipato importanti esponenti del mondo ecclesiastico e istituzionale. Numerosi interventi da Insaf Dimassi a d. Vinicio Albanesi, da Ugo Malchionda al Vice Ministro degli Esteri Mario Giro hanno evidenziato l'importante contributo che gli immigrati - oltre 5 milioni alla fine del 2016 - apportano al nostro paese in termini occupazionali, previdenziali e demografici. 

Cogliendo poi l'occasione del ventennale dalla morte di Mons. Luigi Di Liegro, si è anche sottolineata la necessità sempre più impellente di governare al meglio questo processo migratorio, al fine di contenere le recrudescenze razziste che si stanno moltiplicando nel paese.

Il Dossier 2017 offre dei focus su alcuni comparti occupazioni. Per quanto attiene al lavoro domestico, risulta che 739mila sono gli occupati, di cui tre quarti stranieri. Nell'ultimo biennio, mentre gli stranieri sono diminuiti di 54.000 unità, vi è stato un aumento del personale italiano (12.000)

Per un ulteriore approfondimento, cliccare qui

24 ottobre 2017

Partiti i corsi di formazione per colf e badanti a Gallarate e Varese

Ieri Gallarate, oggi Varese. Sono partiti i corsi di formazione per Colf e Badanti organizzati dalle Acli Colf, con la collaborazione di AGSG.

64 ore, suddivise in 40 ore di didattica polifunzionale, al termine del quale ai partecipanti sarà sottoposto un questionario di fine corso, e ulteriori 24 ore specialistiche sulle principali competenze di colf e badanti.

Al termine, verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

23 ottobre 2017

Colf e Badanti: un video per saperne di più

Segnaliamo questa partecipazione televisiva di Marco Calvetto, Responsabile Servizi e Nuove Tutele del Patronato Acli, il quale, intervenendo alla trasmissione "Bel Tempo si spera" di TV2000, ha spiegato tutto quello che c'è da sapere su colf e badanti, illustrando costi e procedure di assunzione, problematiche legali e organizzative.

Per guardare il video, cliccare qui

20 ottobre 2017

Perugia, partito il secondo corso di formazione

E' partito ieri a Perugia il secondo percorso formativo per colf e badanti della durata di 64 ore. Dopo il grande successo per primo corso, avviato lo scorso settembre, le Acli Colf perugine, tenuto conto delle tante richieste di partecipazione pervenute, hanno deciso di cominciarne un altro che prevederà, come sempre, un primo modulo generale (40h), seguito da un secondo più specialistico della durata di 24 h.

Il termine del corso è previsto per novembre. Ad ogni partecipante, verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

19 ottobre 2017

Dal Mondo: in India un inquadramento giuridico per il lavoro domestico

Il ministero del lavoro e dell'occupazione dell'India darà un inquadramento giuridico al lavoro domestico, elaborando una politica nazionale che assicuri un salario minimo per quasi 5 milioni di lavoratori , oltre la metà dei quali sono donne.

L'obiettivo è estendere a questi lavoratori l'applicazione di leggi già previste per altre categorie, distinguendo il lavoro domestico in tempo pieno, parziale e in residenza. Si intende monitorare inoltre l'attività delle agenzie di collocamento, promuovere maggiori diritti e sicurezza sociale, favorire un trattamento economico migliore, assicurare la maternità, ecc.

18 ottobre 2017

Colf&DirittiColf: le ferie possono essere indennizzate?



Buongiorno, sono una assistente familiare convivente. La scorsa estate non sono andata in ferie e mi sono messa d'accordo con il datore di lavoro che farò più avanti. Se volessi farmele pagare è possibile? 

L'attuale normativa che si applica a tutti i lavoratori dice che: “Il diritto al godimento delle ferie è irrinunciabile” e “un periodo minimo di 4 settimane per ogni anno di servizio non può essere sostituito dalla relativa indennità”. Questo principio è anche ripreso dall’art. 18 del Ccnl del lavoro domestico.

Quindi le ferie non possono essere monetizzate pagando una indennità, anche se c'è un accordo con il datore di lavoro. Devono essere usufruite. Questo perchè le ferie hanno la specifica funzione di ricostituire le energie fisiche e mentali del lavoratore, e sono dunque indispensabili per assicurare la dignità e la sicurezza del lavoratore (questo ai sensi della disciplina ED.Lgs. 8 aprile 2003 n.66, applicabile anche al lavoro domestico).
La relativa indennità sostitutiva del mancato godimento delle ferie, ha carattere “eccezionale”, ed è ammessa solo in caso di interruzione del rapporto di lavoro.